Leggere fa bene
Buona lettura regaz!Non si tratta di un flame o niente di “aggressivo”, ma
chiaro e deciso, questo sì. A volte vi sarà capitato di scontrarvi con
qualche pinguino che vi ha irritato col suo senso di superiorità
(magari nemmeno giustificato), o viceversa di ostentare vostre
posizioni irremovibili nei confronti del software libero… questo invece
è un messaggio pacifico e aperto al dialogo.
L’ispirazione per scrivere mi è venuta leggendo “Going Microsoft free, like Mike“, un post riferito all’esperienza di Mike Kavis, che un anno fa ha definitivamente rimosso Windows, e a quello mi voglio in parte rifare. Si tratta di stabilire la risposta che dovrebbero dare i divulgatori di Linux² (e il software libero) al dubbio se sia possibile liberarsi da Microsoft ma continuare a fare il proprio lavoro, qualunque esso sia.Lascio stare il dettaglio dei motivi per cui questo passaggio o questa “liberazione” siano impellenti, e sottolineo che il post è dedicato ad utenti insoddisfatti
o poco soddisfatti di prodotti Microsoft, a livello sia etico che
tecnico (eh sì, le due cose sono svincolate) che vattelappesca. Visto
che siamo idealmente in ambito professionale cito solo l’importanza del
diritto continuato all’accesso ai propri dati, che
paradossalmente stanno diventando più complicati da consultare adesso,
nell’era digitale, rispetto a quanto lo sia con delicati manoscritti
del ‘500 (cfr “Aaron Seigo sui formati chiusi“).La mia risposta alla domanda se sia possibile continuare a svolgere
il proprio lavoro usando esclusivamente strumenti liberi è ovviamente sì:
anni fa ho abbandonato l’uso di prodotti Microsoft (all’epoca di
Windows ‘98) per una lunga serie di motivi etici, tecnici, morali,
legali, economici e soprattutto per la mia indole di persona curiosa.
Circa un anno fa ho finalmente e definitivamente eliminato la vecchia
ed inutilizzata partizione contenente Windows (cfr “Deciso: sono passato ad Edgy“).Veniamo al dunque. Attualmente sono un insegnante di lingue, interprete e traduttore,
il mio lavoro al PC mi porta ad avere a che fare con i classici
strumenti che tutti noi conosciamo: trattamento testi, stampa,
reperimento di informazioni su internet, comunicazione tramite email,
scambio di dati con utenti Windows, riproduzione di presentazioni e
file multimediali… più “varie ed eventuali”. Ecco gli strumenti che
utilizzo giornalmente, tutti gratuiti e liberi:
- Trattamento testi: OpenOffice.org
è già incluso in qualsiasi versione (detta “distribuzione” o “distro”)
di Linux. È una suite per l’ufficio inizialmente sviluppata da Sun
Microsystems e poi donata alla comunità del software libero, completa
di tutto e paragonabile per funzionalità ed estetica a Microsoft
Office. È talmente semplice e naturale per chi abbia usato Office, che
non trovate “guide” su come usare OpenOffice, a parte la documentazione
ufficiale.
- Stampa: le mie stampanti (Epson Stylus Color 640 e
Hewlett Packard Desklet 640C) non hanno mai avuto problemi con Linux:
riconosciute al volo (senza bisogno di installare driver aggiuntivi) e
perfettamente funzionanti per anni. Sempre più produttori inoltre
costruiscono avendo in mente la compatibilità assoluta con Linux. Una
chicca in più rispetto a Windows è che con le distribuzioni Linux
esiste da tanto la possibilità di “stampare su PDF”, in modo da creare
documenti PDF a partire da qualsiasi file.
- Internet: uno dei browser più famosi e dallo sviluppo più dinamico è Firefox,
esiste per varie piattaforme tra cui Linux. Ci sono anche altre scelte
per avere ottimi browser su Linux (come Opera) e sono in sviluppo
soluzioni che utilizzano la stessa tecnologia usata da Nokia, Apple,
Adobe e molti altri (e derivante dalla comunità del software libero).
- Internet (bis): una delle più grandi fonti di informazioni a livello planetario è Wikipedia,
l’enciclopedia libera e collaborativa ormai arrivata ai massimi livelli
di autorevolezza (se si permettono financo di correggere la Britsh
Encyclopedia…). Wikipedia si basa sugli stessi principi di condivisione
e apertura che stanno determinando il successo di Linux e altre
soluzioni libere.
- Email: esiste una grande abbondanza di strumenti
completi di tutte le funzionalità necessarie per usare appieno la posta
elettronica, Thunderbird
è disponibile per molte piattaforme tra cui Linux, ma esistono molti
altri programmi che svolgono il compito in modo completo. Personalmente
uso Evolution, un programma grosso modo paragonabile ad Outlook di
Microsoft.
- Scambio dati: ovviamente mi trovo a che fare con gente che usa Windows, anche perché pensa che il PC sia
Windows e che eventuali difetti di Windows siano difetti del PC, che
per questo viene cambiato o “aggiornato” senza un reale motivo. Con
questi utenti posso tranquillamente convivere, posso leggere i loro
stessi formati, i loro stessi CD o penne USB, i loro stessi video,
audio e tutto il resto.
- Riproduzione di file multimediali: i lettori
multimediali hanno ricevuto uno sviluppo senza pari in Linux. Pochi
anni fa gli unici video che potevano essere visualizzati erano gli
“mpeg”, adesso con un doppio click viene visualizzato qualsiasi
formato, perfino i 3gp dei telefoni. Tutto ciò è ormai diventato
possibile con Linux, che ha ultimamente acquisito la possibilità di
auto-installare “codec” che permettono di aumentare il numero di
formati supportati.
Per quanto riguarda il software queste sono le risposte alle mie
esigenze, e nel mio ambito lavorativo non ho mai avuto bisogno di
altro. Ovviamente andando in campi molto specifici le esigenze cambiano
e le risposte possono non essere altrettanto adeguate: manca un
equivalente di AutoCAD, tanto per dirne una, ma sempre più ISV
(Independent Software Vendors) si stanno confrontando con la
possibilità di offrire versioni dei loro software anche alla comunità
del software libero.
Per quanto riguarda l’hardware la questione è
parecchio simile: grandi distributori multinazionali, del calibro di
DELL, hanno intuito le potenzialità di Linux e hanno finalmente
cominciato a vendere PC senza Windows e invece equipaggiati con Linux,
su larga scala. La quasi totalità dell’hardware in commercio – e
perfino fuori commercio – è attivamente supportato
dalla comunità di sviluppatori e sempre più dalle stesse aziende
produttrici di hardware. Intel, Nokia, AMD, Nvidia e molti altri grossi
nomi forniscono sempre più supporto a Linux, sia diretto (investimenti
finanziari) che indiretto (rilascio di specifiche).
Voglio sottolineare ancora che questo post non vuole convincere gli utenti affezionati a Windows:
chi usa prodotti Microsoft facendo una scelta consapevole ha
probabilmente i suoi motivi e nessuno è in grado di giudicarli. Il
punto è spingerli a confrontare. Certo, ci possono
essere ancora alcune limitazioni nell’uso di Linux tutti i giorni,
specialmente in ambiti più specifici, come dicevo prima, oppure se
siete dei giocatori incalliti o avete necessità assolute di restare
fedeli a Microsoft. In ogni caso è bene sottolineare che un sistema
operativo è solo un mezzo, e il fanatismo che talvolta avvolge una
scelta del genere (Linux, Windows o Apple che sia) fa un po’ parte del
folklore ![]()
Che aspettate allora, voi indecisi del “vorrei ma non so”? Buttatevi
anche voi senza cedere a preconcetti o falsi miti e poi tirate le somme
insieme a noi! A tal proposito vorrei invitare chiunque abbia un blog
dedicato a Linux e al software libero ad esprimersi a riguardo e a fare
da eco a questo atteggiamento ottimista. Segnalate la lista di software
libero che usate nella vostra Linux Box per lavoro o produttività,
mostrate i vantaggi che avete riscontrato usando Linux e mandate un
“pingback” a questa pagina.
Rappresentiamo una grossa fetta di wordpress.com, sfruttiamo questa popolarità per mandare un messaggio di apertura.
—
[¹] Gli utenti soddisfatti di Windows (sì, ne esistono) possono tranquillamente ignorare questo post e questo blog
[²] “Linux” in realtà è un nome convenzionale (di grande fascino) e un
po’ riduttivo per indicare tutto quello che ci gira intorno. Per i più
smaliziati s’intende GNU/Linux, ma a dirla tutta ci sono altri sistemi
operativi liberi (*BSD su tutti) che utilizzano le stesse soluzioni di
“Linux”
Tratto dal sito: Pollycoke.org