Cenzo's Blog

Information Technology, NLP and dancing.. :)

Archive for the category “Informatica & GNU/Linux”

Unix Commands for Sex

Ecco come chiavano gli sviluppatori UNIX.
Ooh ohh oooohhh siiii.
HAHAHA :D 

gawk; grep; unzip; touch; strip; init,
 uncompress, gasp; finger; find,
 route, whereis, which, mount; fsck; nice,
 more; yes; gasp; umount; head, halt,
 renice, restore, touch, whereis, which,
 route, mount,
 more, yes, gasp, umount, expand, ping,
 make clean; sleep

echo "Estasi."

Nuovo membro sul Cenzo’s Blog!

Salve ragazzi!

Ho il piacere di presentarvi un mio amico che scrivera’ la sezione di programmazione.

Anche se lui non e’ proprio un vero developer (programmatore) sicuramente tramite le sue esperienze e appunti presi qua e la tra una lezione e l’altra, riuscira’ a trasmettervi le giuste sensazioni e la voglia di imparare a programmare anche solamente per gioco e voglia di sfidarsi,

Ecco a voi…

Michele!! :D

Tenete d’occhio sempre la sua sezione nella parte alta della home page chiamata echo “Programmazione ed affini”

Come fare per usare piu’ desktop su Windows?

Ciao a tutti belli e brutti!

Vi e’ mai capitato di avere tantissime applicazioni aperte usando come ambiente windows? Di dover tirare giu tutte le religioni con parole in esadecimale?

Cosa fareste di solito? :)

Io andrei a cliccare come un ebete tutte le applicazioni iconizzate, fino a che non trovo cio’ che mi interessa.

Peccato che non sia comodissimo quando hai un desktop solo con 4 o 5 Excel aperti e altrettanti browsers, non trovate?

Ho provato almeno due programmmi che svolgono direi egregiamente questa cosa. Vi invito a provarli!

  • Finestra Virtual Desktop;
  • Dexpot;

Vi allego i link delle due aziende:

http://vdm.codeplex.com/

http://www.dexpot.de/

Partiamo con il primo:

Per poter scaricare l’applicazione spostandovi sulla destra e troverete un pulsante Verde.

Una volta accettato la licenza da leggere, si procede con lo scaricamento vero e proprio del programma.

Installarlo assicurandosi che il .NET Framework 3.5 di Microsoft sia installato. Se non fosse installato eccovi il link corretto:

http://www.microsoft.com/downloads/it-it/details.aspx?FamilyID=333325fd-ae52-4e35-b531-508d977d32a6

Troverete il pulsante blu sulla destra per poterlo scaricare.

Risolto questo contrattempo, possiamo installare senza problemi il nostro Finestra Virtual Desktop.

Una volta fatto partire, si iconizzera’ sulla parte destra in basso.

Usando il tasto destro del vostro mouse (Se siete mancini chiaramente e’ il contrario) troviamo le varie impostazioni.

Da li in poi possiamo spostarci da un desktop all’altro. Soprattutto possiamo anche usare una funzione molto simile all’Expo di Linux o Espose’ di MAC.

E’ possibile spostare le pagine tra un desktop all’altro usando questa funzione.

Vi ricordo che e’ necessario configurare bene i comandi da tastiera e da mouse, evitando cosi spiacevoli effetti strani e applicazioni che si chiudono di botto perche’ magari abbiamo configurato CTRL+W e ci stupiamo che si chiude il Browser. :)

Proseguiamo con il secondo:

Per poterlo scaricare e’ necessario seguire il link del sito ufficiale. Una volta arrivati nella loro home page, andare nella sezione “Download” che trovate in alto.

Troverete due collegamenti:

  • “Stable Version”;
  • “Beta Build”;

Consiglio vivamente per i poco esperti di installarvi la versione Stable, ovvero stabile. La motivazione sta nel fatto che non si piantera’ e non avra’ problemi, come potrebbe averne la versione Beta.

Chiarito cio’, passiamo all’installazione: ci sono almeno due modi per installare il programma.

  • Versione classic;
  • Versione Portable (Utilissima quando non si hanno i privilegi di amministrazione);

Purtroppo la versione portable, bisogna cercarla su siti esterni.

Io personalmente in ufficio uso programmi portable proprio  perche non posso fare altrimenti.

Una volta installato, passiamo alla sua configurazione:

Sempre in basso a destra, abbiamo il nostro menu con varie impostazioni e comportamenti e tra le piu importanti ricordo:

Desktop Preview e Desktop Manager. Desktop preview, permette di spostarsi da un desktop all’altro e anche di effettuare un Drag And Drop. Ovvero il “trascina” delle applicazioni da un desktop all’altro.

Anche qui, come per Finestra bisogna settare con calma le varie combinazioni di tasti della tastiera, cosi facendo si ha la possibilita’ di aumentare la produttivita’ lavorativa o anche solo il vostro sollazzo gaio e spensierato.

Alla prossima!!

:)

WebRTC: l’anti-Skype sviluppato da Google arriva su Chromium

Potrebbe essere Chrome il primo browser a integrare la videochiamata VoIP, seguito a ruota da Firefox e Opera. È quello che si scopre leggendo l’annunciodell’ingresso del progetto WebRTC in Chromium, anticamera per l’approdo in Chrome.

Cnet ha inoltre trovato un post in una discussione fra sviluppatori di Chromium che indica come gli ingegneri di Google lavorino sodo al progetto.

Di cosa stiamo parlando? In pratica, di Skype open source. Google ha lanciato questo progetto, WebRTC (real time communication via Web) che mira a creare una tecnologia per implementare chat e videoconferenza tramite JavaScript e HTML 5, utilizzando codec open source (iSAC, iLBC e VP8), con l’obiettivo di convincere il W3C a riconoscerlo come uno standard.

Con il codice rilasciato open source chiunque potrà creare web app o client in grado di comunicare on line indipendentemente dal sistema operativo su cui essi girano. Niente più plugin, come richiesto da Gtalk (che per altro usa un codec proprietario).

Davanti a una cosa del genere, immagino che Skype si ritroverebbe prigioniera del proprio protocollo proprietario.

Per gli sviluppatori, è già disponibile una sample Web app.

Il collegamento iniziale e’ il seguente.

http://www.oneopensource.it/23/06/2011/webrtc-lanti-skype-sviluppato-da-google-arriva-su-chromium/

Ma che so’ sti codec?

I codec sono dei modi di comunicare tra i vari PC, particolari e definiti da un gruppo di sviluppatori che si prefiggono di DIGITALIZZZARE la voce e il video. Variano davvero molto. Credo che il piu’ famoso e conosciuto al mondo sia questo:

Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3

Ovviamente e’ una bestemmia: MP3 vi dice qualcosa? :D

Altri famosi possono essere ancora:

  • Ogg Vorbis (Poco usato ma udibilmente migliore dell’MP3)
  • Wav (Pesantissimo, senza compressione, pertanto e’ paragonabile alla voce umana.)
  • WMA (Codec di proprieta’ della Microsoft) lo si trova un po’ dappertutto sui lettori.
E quelli Video? Possiamo citare:
  • MPEG-4 ovvero .mp4 (Quello dei nuovi cell)
  • AVI (Contenitore Audio-Video Microsoft)
  • 3gp (Quello dei cellulari relativamente datati ma già con fotocamera)
:) in ogni caso il mio post e’ per sottolineare come l’Internet sia da molto tempo sempre piu’ Open Source, e libero.
Quindi in sostanza il famoso Google Chrome conterra’ al suo interno un applicazione che permettera’ di parlare a voce con gli altri! :) In liberta’, senza installare niente di aggiuntivo e molto probabilmente senza alcun costo. :) Anche se mi sa che avra’ un lieve costo.
Se non avete letto i miei precedenti post che trattano grosso modo di GNU/Linux, si software OpenSource e libero, ecco un link per voi! :)
Un saluto cari lettori e lettrici… e mi raccomando libertà e non chiusura! :)

Penguins…

Si dice che i pinguini conquisteranno il mondo, abbattendo il dominio dei pagliacci Microsoft mangiasoldi. E soprattutto perchè sono ladri di idee..

La cosiddetta grafica è nata dentro al P.A.R.C. della Xerox, poi comprata dalla Machintosh e COPIATA dalla casa Microsoft.

Microsoft, ha sempre usato come politica quella del “ti prendo talmente tanto per il culo perchè so che alla fine sei un coglione e ritornerai da me, piangendo come un bambino” e sempre lo farà…

Ha paura del suo eterno rivale, ovvero l’Open Source: cercate i “Halloween Files” per rendervi conto di quanto sia subdola e meschina nei confronti degli ignoranti, ovvero la stragrande maggioranza di voi.

Microsoft non si è mai fidata dei suoi utenti, sennò perchè dovrebbe creare il Genuine Advantage, le backdoor (buchi appositamente creati da loro per farsi i cazzi vostri) e le sue bellissime restrizioni sui file musicali, ovvero il DRM? Tra l’altro la stessa Apple fa lo stesso, forse anche peggio della parte Windows.

Passiamo a cosa si può fare e cosa non si può fare usando questo sistema:

  1. Non si può copiare quante volte si vuole il sistema operativo, sennò si incappa nella pirateria informatica;
  2. Non puoi studiarne il codice per migliorarlo.
  3. Vuoi cambiare lingua al sistema Windows? Benissimo paghi per averlo in un altra lingua.
  4. Non avrai molti driver pre-caricati se malauguratamente re-installi il sistema operativo.
  5. Effettui una modifica Hardware? Rischi che si debba installare da zero tutto.
  6. Non puoi mettere su più pc, una licenza sola. Bisogna pagare più licenze per quanti computer hai in possesso.

In ogni caso consiglio comunque di vagliare l’uso di GNU/Linux nei seguenti casi-esempio:

  1. Devi cazzeggiare su Faccialibro e in generale su Internet;
  2. Lavorare in modo non professionale con la suite per ufficio per scrivere documenti (OpenOffice);
  3. Devi modificare foto, video e musica non a livelli assurdi;
  4. Disegnare con il CAD e, da poco, esportarlo in DXF (chi usa tanto AutoCAD lo sa)
  5. Scaricare da Torrent, Mulo ed altri affini.
  6. Non avere deframmentazioni tra le palle, trojan, virus, backdoor.
  7. Avere quasi ogni giorno degli aggiornamenti.

Devo ammettere che non è ancora per il gioco e per il navigatore, però pian piano tramite Cedega ed affini pure i Gamers più pazzi sapranno voler bene al pinguino.

Il mio motivo del cambiamento è stata la DISPERAZIONE. Ho provato: Windows 95, 98 SE, Millennium, 2000, XP Professional e Home Edition, Vista in varie versioni, e 7.

E devo dire che mi sono rotto le palle ormai di virus che mi girano e altre cazzate che NON posso controllare io…

Ma la domanda è la seguente: “E’ più comodo o più utile rimanere sotto windows avendo vagliato i seguenti motivi?”

A voi la scelta. Io l’ho fatta da un pò e non tornerò indietro. ^.^

L’Università di Torino passa ad Ubuntu

L’Università di Torino ha deciso convertirsi alsoftware libero. Da settembre, nei PC di tutte le aule studio e residenze universitarie girerà Ubuntu. La decisione dell’EDISU è stata presa grazie alla pressione politica effettuata da un collettivo politico universitario, che ha così commentato:

Una scelta politica, quella dell’Ente, che garantirà in futuro la possibilità di risparmi evitando l’acquisto delle licenze Windows e pone l’Edisu dalla parte del software libero e per la sua diffusione

Ad essere affrontato è stato anche il nodo delle licenze Windows incluse nell’acquisto dei computer:

La delibera approvata impegna il Direttore dell’Edisu ad inviare esplicita richiesta alla CONSIP per l’effettuazione di una bando concernente la fornitura di PC e altro hardware privo di sistema operativo preinstallato.

Si tratta indubbiamente di una notizia incoraggiante, nella speranza che apra ad una sempre maggiore diffusione del software libero o open source in tutti i luoghi di istruzione dove, in contraddizione con ogni qualsiasi logica, a farla da padrone sono ancora sistemi proprietari.

FONTE: http://www.oneopensource.it/25/06/2010/luniversita-di-torino-passa-ad-ubuntu/

Sono davvero felice che si siano mossi, non come anni fa che il governo aveva usato OpenSuse… Che venne poi tolta via brutalmente dopo circa un anno. Chissà perchè… Non potevano usare direttamente Ubuntu e far seguire agli addetti dei corsi magari con un piccolo costo, tipo un 10€ a testa? Troppo assurdo!

Ma leggendo questa notizia sono davvero orgoglioso di questo passo, perchè vuol dire che nelle sale EdisuPiemonte e quindi non solo a Torino ci sarà l’opensource che gira sui computer. Chissà magari anche a 64 Bit… :) La cosa più straordinaria è che gli studenti che pernotteranno nelle residenze Edisu, saranno praticamente costretti (nel senso buono) ad usufruirne. Così FORSE si abitueranno all’idea del concetto: “ho un problema provo a vedere come risolverlo da solo” “ah che figo ho già tutti i programmi installati e se ne ho bisogno di un’altro (nel limite del possibile) me lo prendo direttamente dall’Ubuntu software center” “cazzo è senza virus!” “oh ed è pure più veloce del mio portatile super nuovo!”

Viva l’OpenSource…

PARLA ZUCKERBERG

Tratto dal “Il sole 24 Ore”
Direi strabiliantequasi da ridere..
RANCHO PALOS VERDES (LOS ANGELES) – Forse Mark Zuckerberg ha davvero la coscienza sporca: sotto un fuoco di fila di domande sulla questione della privacy labile di Facebook, ha cominciato a sudare copiosamente. Perle umide che gli scendevano dalla fronte al collo, al punto che improvvisamente ha ceduto: si è tolto la felpa leggera con cappuccio e stemma aziendale sulla fodera celeste interna, che non si leva mai.
E la sua linea di difesa, il balbettio, le frasi sconnesse, l’apparente aria di innocenza, il proclama che le violazioni della privacy su facebook non sono affatto violazioni, ma rappresentano un “modo per abbattere gli ostacoli le rigidita’ nel libero scambio di informazioni”, non bastano. Anzi: vedersi davanti questo ragazzo di 26 anni – sottolineamo: molto immaturo rispetto a Steve Jobs o Bill Gates quando avevano loro 26 anni – in controllo, padrone di 500 milioni di utenti, non rassicura. Un suo critico feroce, che abbiamo incontrato all’evento D8 di Palos Verdes, dove Zuckerberg ha parlato, Jason Calacanis, dice: ” e’ patetico, non risponde alle domande piu’ elementari… devo dire che e’ uno spettacolo alquanto triste”.
Puo’ sembrare impietoso prendersela con un ragazzo di 26 anni che a partire da 19 ha costruito (in circostanze peraltro controverse) un modello sociale virtuale di amicizie, inviti fra sconosciuti, foto e documenti, che gli da oggi una ricchezza valutata in 11 miliardi di dollari. Ma il tema e’ importante. E va ben al di la’ dell’eta’, della simpatia o dell’antipatia perche’ riguarda una questione etica centrale per la nostra societa’ nell’era di Internet: le nuove procedure di Facebook dunque, portano a una violazione della privacy o no ? “No – risponde Zuckerberg – per noi e’ una questione di apertura…costruiamo il nostro progetto attorno alla gente, per la gente…abbiamo lavorato per due settimane di fila per rispondere ad alcune delle critiche e abbiamo dato agli utenti la possibilita’ di limitare l’accesso alle loro informazioni…”. Zuckerberg dunque non fa marcia indietro, anzi difende la filosofia dietro la “personalizzazione” che porta a una maggiore vulnerabilita’ sui dati personali degli utenti.

Ed e’ vero che oggi Facebook ha diversi livelli di permessi di accesso – famiglia, amici, comunita’ – fino all’apertura completa per una disseminazione sempre piu’ allargata dei dati degli iscritti. E’ anche vero che la maggioranza degli utenti, anche potendolo fare, non va necessariamente a modificare le procedure piu’ elementari per escludere accessi esterni. Moltissimi sono giovani che non si rendono conto come certe cose scritte o dette oggi possano poi danneggiarli magari fra qualche anno. O che non afferrano le programmazioni “nascoste” di Facebook. Uno dei problemi che solleva sospetti infatti e’ che Facebook abbia introdotto le “aperture” di “sottecchi” e su sua iniziativa. Ancora piu’ controverso e’ il “servizio” che consente agli utenti di mostrare le informazioni che appartengono ai loro amici su Facebook su altri siti Internet. Il servizio si chiama “instant personalization” e per ora e’ limitato. Ma nelle sue frasi sconnesse Zuckerberg ha difeso quella che lui chiama “personalizzazione”: “Fra qualche anno guarderemo indietro e ci chiederemo come mai in quel momento non e’ stato personalizzato tutto, il mondo si muove in un’unica direzione in cui tutto e’ disegnato attorno alla gente”.

C’e’ da chiedersi chi si nasconde davvero sotto la felpa e sotto la maglietta nera girocollo che abbiamo visto “per la prima volta nella storia di Internet” come ha osservato ironica Sarah Swisher conduttrice con Walt Mossberg di D8. Su questo punto centrale, la “giuria” deve ancora decidere: la privacy e’ a rischio ma Zuckerberg e’ un giovane idealista al servizio del prossimo in buona fede? Oppure la privacy e’ a rischio e Zuckerberg e’ in mala fede? Come dire: sa benissimo che “aprendo” le informazioni dei suoi 500 milioni di iscritti ha davanti a se una miniera d’oro commerciale, ma non lo ammettera’ mai, per non perdere la “faccia” coi suoi seguaci. E anche in questo caso ci sono due livelli. Il primo: Facebook ha sperimentato che con maggiori accessi all’informazione degli abbonati aumenta il numero degli iscritti. Tre anni fa erano 100 milioni oggi sono 500. Fra due anni potrebbero essere un miliardo. Un miliardo di “associati”. In questo caso il fine sarebbe lo stesso controverso, ma interno. L’altro fine invece potrebbe essere quello di dare l’accesso a organizzazioni commerciali che avrebbero cosi’ materiale prezioso irripetibile per le loro strategie di marketing. La terza ipotesi ovviamente e’ che le azioni di “apertura” e condivisione di informazioni anche intime, dunque “personali”, grazie a programmi automatici che non informano l’utente “non” rappresenta una violazione della privacy.

Qui a Ranchos Verdes, fra il popolo dei “vecchi” della D8, dove vecchi sono quelli al di sopra dei trent’anni, non abbiamo trovato una persona convinta che non ci siano rischi per la privacy dalle recenti politiche di Facebook. Il dubbio resta sulla buona fede o sulla malafede di Zuckerberg. Dubbio che non puo’ avere oggi una soluzione “provata” in quanto il processo alle intenzioni e’ impossibile. Di certo pero’ il futuro di credibilita’ e fiducia che Facebook e’ riuscito a conquistarsi nel cuore di centinaia di milioni di utenti potrebbe appannarsi. Se almeno Zuckerberg giustificasse le aperture con un articolato progetto con fini di business, almeno sarebbe trasparente. Ma, come gli e’ capitato in gioventu’ (cioe’ sei anni fa), sembra ambiguo, indiretto, incerto. Tutto il contrario dell’apertura che proclama per Facebook. Come forse tradisce il sudore che gli scende sul collo.

Aha. SUCA feccia libro. Dove andrai a finire? Soprattutto senza i server Open source, e magari cn un restyling della struttura delle pagine? Ah occhio anche agli script maligni… :)

Pace e lunga vita a feccia libro. (forse)

Google, addio a Windows “Non è abbastanza sicuro”

Tratto da Repubblica, di Tiziano Toniutti:

Dopo gli attacchi informatici dei mesi scorsi, l’azienda di Mountain View starebbe gradualmente dismettendo l’utilizzo interno del sistema operativo Microsoft. Gli saranno preferiti Mac Os e Linux

LE MANOVRE sono iniziate lo scorso gennaio, dopo gli attacchi subiti da Google da parte di hacker cinesi. Per questioni di sicurezza, Google avrebbe deciso di dismettere il sistema operativo Windows dai computer dei suoi diecimila dipendenti per passare all’OsX di casa Apple. Evidentemente l’azienda di Mountain View ritiene l’architettura Unix dei computer dei Mac meno penetrabile di quella del sistema operativo Microsoft. Mac Os non sarà l’unico sostituto di Windows, rivela un dipendente, ma di certo quello che verrà maggiormente utilizzato accanto a Linux. Un cambiamento epocale per un’azienda del calibro di Google, che dovrà sostituire il “parco computer” di migliaia di lavoratori, formare quelli non avvezzi a Linux o MacOs e di fatto dichiarare, anche se non pubblicamente, che non ritiene affidabili i prodotti Microsoft per quanto riguarda la sicurezza.

Una fonte interna all’azienda rivela al Financial Times che a tutti i nuovi assunti viene proposta la scelta tra ambiente operativo Mac o un pc basato su Linux. “Non utilizzeremo più Windows”, dichiara la fonte, “per motivi strettamente di sicurezza. E’ ancora possibile utilizzare Windows sui laptop dell’azienda, ma non più sulle postazioni desktop”. Chi vuole continuare ad usare Windows ha bisogno di un permesso speciale concesso da un dirigente, e acquistare un nuovo pc con Windows richiede l’approvazione dei responsabili dei sistemi aziendali. Al momento Google non commenta ufficialmente la notizia, ma da Mountain View trapela l’indicazione che sarebbero stati gli stessi dipendenti a migrare spontaneamente verso Linux e Mac non sentendosi più sicuri dopo gli attacchi dello scorso gennaio.

L’enorme diffusione di Windows nel mondo ha reso la piattaforma, oltre che estremamente popolare, anche la più sensibile agli attacchi esterni e la più conosciuta dagli hacker e dai programmatori di virus. La mossa di Google non ha incontrato il favore di tutti i dipendenti, alcuni ben abituati dall’azienda stessa ad utilizzare il sistema per loro più comodo. Ma la fonte del Financial Times aggiunge che probabilmente Google avrebbe scontentato più persone se avesse impedito l’utilizzo di MacOs.

Insomma Windows non era già il sistema operativo di riferimento all’interno di Big G, e questa manovra sarebbe solo un docile ma definitivo giro di vite. Che forse serve anche a far capire quanto ormai le due aziende siano concorrenti diretti, con Google decisamente avanti in termini dei risultati sul web, mentre Microsoft domina sul mercato dei sistemi operativi, in cui Windows ha la fetta più grande. Ma che Big G proverà ad attaccare a breve con Chrome Os, il suo sistema basato sull’accesso diretto al web, una delle possibili rivoluzioni del futuro prossimo. A Mountain View  infatti si cerca già da ora di indirizzare i dipendenti a lavorare su Chrome OS: Google vorrebbe un’azienda operativa sulle strutture tecnologiche interne. Per ora software, ma chissà forse un giorno anche di più. Fino all’autarchia completa, una muraglia elettronica molto simile a quella concreta di Pechino, che nei piani di Google dovrebbe rendere l’azienda inespugnabile.

Linux Day 2009!!

Ciao ragazzi!!! Come butta? :)

Se non siete ancora conviti della bontà del software libero oppure non avete ancora capito bene tutti i suoi meandri, venite all’evento italiano annuale che serve per aiutare a indirizzare maggiormente verso le piattaforme (sistemi operativi) aperte. Io ci sarò, dato che faccio parte dell’organizzazione… :) curerò la parte del LIP, Linux Installation Party.

Il Linux Installation Party serve per aiutare nell’installazione delle distribuzioni GNU/Linux sui portatili ed eventuali fissi. C’è chi ha bisogno anche solo di una piccola delucidazione, c’è chi ha bisogno di TUTTO l’aiuto possibile; bene noi pinguini siamo li per loro. :)

Promozione, secondo me, furba! PARTE 3

Salve ragazzi! :) Siamo arrivati all’attesissima sezione terza (o come qualcuno vorrebbe la 3.0) della presentazione del mondo dei sistemi Liberi.

Entriamo subito nell’argomento… Avevo detto nel capitolo precedente che vi avrei parlato delle varie versioni di questi sistemi operativi liberi.

Dato che non c’è una sola versione di Linux, dobbiamo parlare di Distribuzioni, ovvero un insieme di programmi (pacchetti) che assieme formano l’interno sistema operativo. Chiaramente a seconda della distribuzione questo elenco sarà più o meno popolato, proprio per venire in contro alle esigenze di tutti. (vi ricordate le libertà? :) )

Le più popolari e conosciute sono le seguenti:

  • Ubuntu, con le sue molteplici figlie :) ;

Partendo dalla prima, Red Hat,  si può dire che sia stata per anni la reginetta indiscussa del sistemi di questo tipo, fu la prima che usò il formato dei pacchetti chiamato RPM. Da mie conoscenze universitarie, vi posso dire che ad oggi è uno dei prodotti meglio scritti in campo open source. Ora la distribuzione è passata al solo campo aziendale. Quindi o vi prendete delle sue vecchie versioni che sono ancora gratuite oppure diventate un’azienda.. ^.^

La Fedora è nata come distribuzione di sviluppo della Redhat. Ad oggi è arrivata alla versione 11, anche se personalmente non ho ancora provato. Utilizza i pacchetti in formato RPM. Da provare… :)

La Debian, nata nel 1993 prese il nome da Ian Murdock e Debra (sua moglie). Distribuzione largamente usata, nota per la sua quasi maniacale voglia d testare almeno due o tre volte un pacchetto prima d rilasciarlo. Tattica che trovo giustissima. Prima distribuzione ad usare un manager di pacchetti con risoluzione di dipendenze.

L’Ubuntu. Una delle distribuzioni (chiamate anche distro) più in voga del momento. Nota per la sua semplicità, anche se nell’ultimo periodo troppo windowsizzata. “Sta diventando troppo da utonti!” (qualcuno allarmato grida). Basata su Debian, è dotata di una buona stabilità. Focalizzata al riconoscimento facilitato dell’Hardware. Finanziato dalla società Canonical Ltd (registrata nell’Isola di Man), questo sistema è rilasciato come software libero sotto licenza GNU GPL ed è gratuito e liberamente modificabile. L’ideatore dell’iniziativa è Mark Shuttleworth, un giovane imprenditore sudafricano diventato sostenitore del software libero al cui servizio ha posto le sue risorse. Ubuntu infatti, prende il nome da un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, oppure “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”.

La Slackware è una distribuzione tra le più longeve nata il 16 luglio del 1993 dallo studente Patrick Volkerding.  La Slack tende ad essere essenziale ed elegante, ma priva di alcuni strumenti con l’interfaccia grafica. Essendo nata per essere più Unix-like possibile,  Slackware è considerata un ottimo modo per imparare il funzionamento di GNU/Linux, tanto che i suoi estimatori usano dire: “When you know Slackware, you know Linux… when you know Red Hat, all you know is Red Hat.” (“Quando conosci Slackware, conosci Linux… quando conosci Red Hat, conosci solo Red Hat.”). A differenza delle altre grandi distribuzioni GNU/Linux, Slackware ha un sistema di pacchettizzazione (chiamato Slackware Package Tool o, in forma contratta, pkgtool) assolutamente unico che, pur permettendo l’installazione (installpkg), la rimozione (removepkg) e l’aggiornamento (upgradepkg) dei pacchetti con la stessa facilità delle altre distribuzioni, non prevede alcun tipo di controllo delle dipendenze. Questo permette, da un lato, una gestione più semplice del sistema, ma dall’altro implica che l’utente debba sapere esattamente ciò che fa.

Gentoo Linux, più brevemente Gentoo, è una “metadistribuzione” Linux nota per il suo sistema di gestione dei pacchetti, Portage, che permette di installare le applicazioni compilandole dal codice sorgente. La distribuzione prende il nome dal pinguino Pygoscelis papua, chiamato Gentoo dagli abitanti delle isole Falkland/Malvinas, noto per essere il pinguino più veloce sott’acqua. La scelta di offrire un sistema da compilare, piuttosto che i tradizionali binari precompilati, è stata compiuta per permettere flessibilità e ottimizzazione delle prestazioni. Utilizzando le impostazioni di Portage, l’utente è in grado di personalizzare ogni pacchetto del sistema, producendo eseguibili il più possibile tarati per le proprie esigenze e il proprio hardware. Attualmente Gentoo supporta i processori x86, AMD64, PowerPC, UltraSparc, Alpha e MIPS con più di 11000 pacchetti software e più di 24000 ebuild.

Mandriva Linux, prima conosciuta come Mandrake Linux, è una distribuzione GNU/Linux nata nel 1998 orientata principalmente al desktop, alla facilità di gestione ed installazione, particolarmente consigliata agli utenti meno esperti. La facilità della distribuzione è principalmente dovuta ai molti assistenti ed alle procedure guidate che si trovano negli strumenti di configurazione e che, quindi, permettono anche ad un utente con modeste conoscenze informatiche di amministrare il sistema abbastanza agevolmente. È nata come derivazione di Red Hat, cui aggiungeva l’allora nuovo desktop grafico KDE, ma è ormai completamente indipendente.Degno di nota il particolare sistema di gestione dei pacchetti, chiamato urpmi, che si occupa di scaricare, installare e provvedere alle dipendenze di un programma in automatico, ed il Centro di Controllo, da dove, attraverso i procedimenti guidati, si possono controllare i vari aspetti del sistema.

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